Sono comode in viaggio, non scivolano durante una passeggiata, permettono di indossare qualsiasi paio di occhiali da sole e sembrano quasi scomparire una volta messe. In estate, quando le giornate si allungano e gran parte del tempo viene trascorsa tra spiagge, piscine, escursioni e aperitivi all’aperto, le lenti a contatto diventano per molti l’alternativa più pratica agli occhiali da vista.
È proprio durante la bella stagione, però, che un gesto apparentemente innocuo può trasformarle in un problema. Basta entrare in acqua senza toglierle, maneggiarle dopo aver applicato la crema solare o addormentarsi con le lenti ancora sugli occhi perché aumenti il rischio di irritazioni, infezioni e lesioni della cornea.
Secondo i dati diffusi da Baviera Clinica Oculistica, circa il 12% degli italiani che necessita di una correzione visiva utilizza abitualmente le lenti a contatto. Nei mesi estivi il loro impiego tende a crescere, soprattutto grazie alla diffusione dei modelli giornalieri, pratici durante i viaggi e le attività sportive.
La maggiore libertà richiede però anche più attenzione. Caldo, acqua, vento, sabbia, aria condizionata e ore trascorse al sole modificano infatti le condizioni nelle quali le lenti vengono utilizzate. Ecco quali sono gli errori più comuni e come proteggere gli occhi senza rinunciare alla comodità.
Mai fare il bagno con le lenti a contatto
L’errore più diffuso è anche uno dei più rischiosi: entrare in mare o in piscina continuando a indossare le lenti.
L’acqua non è sterile. Quella del mare, dei laghi, delle piscine e dei parchi acquatici può contenere batteri, microrganismi e particelle capaci di aderire alla superficie della lente e rimanere a contatto con l’occhio. Questo può favorire irritazioni e infezioni, in alcuni casi anche serie, oltre a provocare lesioni alla cornea.
Il contatto con l’acqua può inoltre deformare o spostare la lente, rendendola difficile da rimuovere oppure causando una sensazione improvvisa di corpo estraneo. Il rischio non scompare nemmeno sotto la doccia: anche l’acqua corrente non dovrebbe entrare in contatto con le lenti.
Quando non è possibile farne a meno, per esempio durante alcune attività acquatiche, è preferibile utilizzare occhialini da nuoto ben aderenti. Le lenti giornaliere possono rappresentare una soluzione più pratica, purché vengano tolte e gettate immediatamente dopo il bagno. Non devono invece essere sciacquate con l’acqua del rubinetto e poi indossate nuovamente.
Caldo e aria condizionata possono seccare gli occhi
In estate non è soltanto l’acqua a creare problemi. Le temperature elevate favoriscono la disidratazione dell’organismo e possono incidere anche sull’equilibrio della superficie oculare.
Quando l’occhio è poco idratato, la lente viene tollerata con maggiore difficoltà. Possono comparire bruciore, sensazione di sabbia, visione intermittente o il bisogno continuo di strofinare le palpebre. Bere regolarmente durante la giornata, anche prima di avvertire la sete, contribuisce a mantenere una migliore idratazione generale e può rendere più confortevole l’uso delle lenti.
Anche l’aria condizionata può accelerare l’evaporazione del film lacrimale, soprattutto durante lunghi viaggi in automobile, in aereo oppure negli ambienti chiusi. Lo stesso accade quando si rimane per ore davanti a uno schermo, si utilizzano ventilatori diretti verso il viso o si trascorre molto tempo esposti al vento.
In questi casi possono essere utili lacrime artificiali, ma devono essere specificamente compatibili con le lenti a contatto. Non tutti i colliri lubrificanti possono essere applicati mentre le lenti sono indossate: è quindi necessario controllare le indicazioni riportate sulla confezione o chiedere consiglio allo specialista.
Le giornate sono più lunghe, non il tempo di utilizzo delle lenti
Tra una giornata in spiaggia, la cena e la serata fuori, in vacanza può capitare di indossare le lenti dal mattino fino a notte. Ma il fatto che gli orari estivi siano più flessibili non modifica il tempo massimo per cui una lente è stata progettata.
Prolungarne l’utilizzo oltre le indicazioni riduce l’ossigenazione della cornea e aumenta la possibilità di secchezza, infiammazione e infezione. La sensazione di non avvertire fastidio non significa necessariamente che l’occhio non sia affaticato.
Una buona abitudine consiste nel toglierle appena si rientra in casa o in albergo, alternandole agli occhiali quando non sono necessarie. Devono inoltre essere sempre rispettate sia le indicazioni del produttore sia quelle fornite dall’oculista.
Creme solari, sabbia e mani sporche: il pericolo invisibile
Prima di mettere o togliere le lenti è necessario lavare accuratamente le mani con acqua e sapone e asciugarle con un panno pulito che non lasci residui.
In estate questa precauzione diventa ancora più importante. Sabbia, polvere, creme solari, oli abbronzanti e superfici toccate nei luoghi pubblici possono lasciare sulle dita particelle e microrganismi. Portarli direttamente sulla lente significa trasferirli sulla superficie dell’occhio.
Non basta pulire velocemente le mani con un asciugamano da spiaggia o risciacquarle in mare. Prima di maneggiare le lenti è necessario eliminare con attenzione ogni traccia di sporco e di prodotto cosmetico.
Anche l’ordine dei gesti conta: è preferibile mettere le lenti prima di applicare trucco e creme sul viso, togliendole invece prima di iniziare la pulizia serale.
Le lenti con filtro UV non sostituiscono gli occhiali da sole
Alcuni modelli di lenti a contatto incorporano un filtro contro i raggi ultravioletti, ma la protezione riguarda soltanto la parte dell’occhio coperta dalla lente. Palpebre e tessuti circostanti rimangono esposti.
Gli occhiali da sole omologati restano quindi indispensabili. Oltre a ridurre l’esposizione ai raggi UV, creano una barriera contro vento, polvere e sabbia, migliorando il comfort di chi porta le lenti durante le attività all’aperto.
È importante scegliere modelli dotati di filtri certificati, evitando occhiali puramente estetici con lenti scure ma prive di una protezione adeguata. L’oscuramento, da solo, non è infatti garanzia di sicurezza.
Il liquido nell’astuccio non deve essere rabboccato
Chi utilizza lenti mensili o quindicinali deve prestare particolare attenzione alla soluzione disinfettante. Riutilizzare il liquido del giorno precedente o limitarsi ad aggiungerne una piccola quantità nuova riduce l’efficacia della pulizia e favorisce la proliferazione dei batteri.
Ogni volta che le lenti vengono riposte, l’astuccio deve essere completamente svuotato e riempito con soluzione nuova. Una volta tolte le lenti, il contenitore va pulito secondo le indicazioni previste e lasciato asciugare all’aria.
Non bisogna sostituire il prodotto specifico con acqua, saliva o semplice soluzione fisiologica, che non possiedono la stessa capacità disinfettante.
Anche l’astuccio deve essere sostituito regolarmente. Gli esperti suggeriscono di cambiarlo ogni uno-tre mesi, oppure prima quando presenta crepe, depositi o tracce di sporco difficili da eliminare. Un contenitore usurato può diventare una fonte continua di contaminazione anche quando le lenti vengono trattate correttamente.
Anche un breve sonnellino può diventare un rischio
Il sonno improvviso sotto l’ombrellone, durante un viaggio o dopo una serata lunga è un classico delle vacanze. Addormentarsi con le lenti, però, limita ulteriormente l’apporto di ossigeno alla cornea e aumenta il rischio di secchezza, infiammazione e infezione.
La maggior parte delle lenti non è progettata per essere utilizzata durante il sonno. Salvo diversa indicazione medica, andrebbero tolte anche prima di un riposo breve.
Al risveglio, se la lente sembra incollata o l’occhio è molto asciutto, non bisogna cercare di rimuoverla con forza. È preferibile lubrificare l’occhio con un prodotto compatibile e aspettare che la lente recuperi mobilità.
Quando bisogna togliere subito le lenti
Arrossamento persistente, dolore, forte bruciore, lacrimazione eccessiva, fastidio alla luce o visione offuscata non devono essere considerati normali effetti del caldo.
In presenza di questi sintomi, la prima cosa da fare è togliere le lenti e non indossarle nuovamente fino a quando il problema non sia stato valutato. Continuare a utilizzarle nella speranza che il disturbo passi può aggravare una possibile irritazione o infezione.
Un controllo specialistico diventa particolarmente importante quando il dolore è intenso, la vista peggiora, compare secrezione oppure il fastidio non si risolve dopo la rimozione. Intervenire rapidamente permette di individuare eventuali complicazioni prima che diventino più difficili da trattare.
Le lenti a contatto possono quindi restare grandi alleate dell’estate, ma soltanto quando la loro apparente semplicità non fa dimenticare che vengono applicate direttamente sulla superficie dell’occhio. Toglierle prima di entrare in acqua, rispettare i tempi di utilizzo e curare l’igiene richiede pochi minuti. Abbastanza, però, per evitare che una giornata al mare finisca nello studio di un oculista.
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Antonella Trezzi
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