Proteste agricoltori, in Italia 1 Mld/anno agevolazioni gasolio. Organizzazioni: proteste? Inutili e controproducenti creano disagio. Crisi è geopolitica. Noi al lavoro
Hanno preso il via questa mattina, in Sicilia e Calabria, le proteste di alcuni agricoltori contro il caro carburanti con sit-in, presidi e blocchi stradali a singhiozzo provocati a qualche trattore sceso in strada. Con il Comitato autotrasportatori siciliani che ha annunciato uno stop dal 16 al 20 ottobre.
A guidare la manifestazione in Sicilia, lungo la strada statale Palermo-Agrigento, è un gruppo denominato “Agrisat”. In Calabria a guidare la mobilitazione, si apprende da fonti stampa, sono Giancarlo Greco e Antonio Zangari, promotori del Movimento popolare nazionale.
A denunciare quanto sta accadendo sono le organizzazioni agricole che rappresentano i professionisti del settore, Confagricoltura, Cia, Copagri, Uci, Aic, Liberi agricoltori, Legacoop Agroalimentare, Confeuro.
Se il presidente di Confagricoltura Sicilia, Rosario Marchese Ragona spiega ad AGRICOLAE che “il rischio è che questi blocchi altro non facciano che aumentare i problemi. Tutti noi compriamo il gasolio a 1,70 e non è la prima volta che capita ma importante è proseguire a fare il nostro lavoro”, il presidente della Copagri Sicilia Natale Mascellino sottolinea ad AGRICOLAE come la crisi carburanti sia “strettamente connessa alle crisi internazionali e geopolitiche”. “Le proteste in corso sono da attribuire ai soliti noti che ormai conosciamo da un decennio. In questo momento non credo facciano bene a un’agricoltura che ha bisogno di interventi seri.
Il presidente della Cia Sicilia Graziano Scardino precisa con AGRICOLAE come “la crisi dovuta alla chiusura dello stretto di Hormuz sia peggio di quella post pandemica provocata dal Covid”. Ma nonostante questo “i nostri trattori sono a lavorare sui campi dato che è tempo di semine, non di proteste. Spiegando come le proteste rischiano di essere controproducenti”.
Da Legacoop Agroalimentare Sicilia ribadiscono “no ai blocchi, sì al confronto e alle proposte”
Non ha mezzi termini il presidente di Liberi Agricoltori Iacopo Becherini che spiega ad AGRICOLAE che “non abbiamo il tempo di protestare, abbiamo da fare nei nostri campi. E, anche se avessimo il tempo, siamo da sempre contrari ai blocchi e alle proteste di piazza che non risolvono niente e aggiungono anzi disagio ai cittadini”.
Poi il presidente Uci Mario Serpillo tiene a precisare con AGRICOLAE che bisogna dire “no a propaganda. Le proteste, se non accompagnate da proposte rischiano di rimanere fine a se stesse”.
Giuseppino Santoianni, presidente di AIC, ritiene, spiega ad AGRICOLAE, che “il caro carburanti è un problema reale: pesa sull’attività quotidiana delle aziende agricole e richiede interventi concreti. Per dare risposta a queste difficoltà, però, è necessario tenere vivo il confronto con le istituzioni, così da individuare misure capaci di contenere l’impatto dei rincari”.
Andrea Tiso, presidente di Confeuro, sottolinea ad AGRICOLAE come “i blocchi stradali non possano rappresentare la risposta strutturale ai problemi del settore primario. Occorrono confronto, responsabilità e soprattutto interventi concreti e tempestivi da parte delle istituzioni”.
Il ministro Francesco Lollobrigida aveva ricordato nel corso del Meeting di Rimini come il governo fosse intervenuto sul gasolio agricolo, sul gasolio per la pesca e sull’autotrasporto, in dato che “sono necessità che toccano direttamente questi settori, ma indirettamente anche i cittadini”.
L’Italia in questi anni è stata all’avanguardia in Europa, specialmente sul fronte del gasolio agricolo, diventando un modello per gli altri paesi Ue. Il governo ha difatti destinato 1 miliardo di euro l’anno per l’acquisto del gasolio agricolo, evitando tagli sulle agevolazioni o l’introduzione di un bollo per i veicoli agricoli. Misure previste invece dai precedenti governi. Tutto questo mentre in Europa -vedasi Francia e Germania- si manifestava con i trattori in piazza su questi stessi argomenti, ossia per l’abolizione degli sgravi fiscali del gasolio agricolo e per l’esenzione del bollo per i mezzi agricoli.
Proprio i risultati del Masaf e del Governo raggiunti sul settore Primario sono stati il motivo delle circoscritte proteste degli agricoltori nel nostro paese, che non hanno riguardato le principali sigle ma solo più piccoli raggruppamenti di agricoltori.
Proteste agricoltori, Santoianni (AIC): confronto con istituzioni è strada per soluzioni concrete
ERA STATO SCRITTO:
Carburanti, ecco come e quanto cambia il prezzo città per città. INFOGRAFICA
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link





