Alessio Pozzi è il nuovo assessore, Matteo Rizzi capogruppo. Zorzo fa il punto sui cantieri



Una conferenza stampa convocata in fretta, a inizio agosto, per rispondere punto su punto. Il sindaco di Albizzate Mirko Zorzo ha scelto l’Oratorio Visconteo per replicare al post con cui l’ex assessore Cinzia Trombino aveva commentato sui social la propria revoca, per presentare il nuovo componente della giunta, Alessio Pozzi, e per fare il punto sui cantieri aperti in vista dell’ultimo tratto di mandato.

«Notifica via Pec, non una mail: procedura istituzionale»

Il primo capitolo è la replica. Trombino aveva scritto di avere preferito «anche solo una semplice chiamata anziché una gelida mail»: Zorzo, leggendo un comunicato preparato, precisa che la comunicazione è avvenuta con decreto sindacale notificato tramite Pec, «nel rispetto delle procedure istituzionali».

Sul merito, il sindaco insiste sul fatto che non si tratti di una decisione improvvisa. «La decisione non è improvvisa, fa parte di un percorso iniziato nel 2023 con la revoca di due deleghe su quattro», ha detto, ricordando che nel 2025 era stata revocata un’ulteriore delega. Il passaggio più netto riguarda però una data finora rimasta fuori dal racconto pubblico: il 18 maggio scorso, in un incontro «in presenza – sottolineo, in presenza», il sindaco avrebbe rappresentato all’assessore «il venir meno del rapporto fiduciario, che è il presupposto essenziale per l’esercizio delle funzioni assessorili». Nei due mesi successivi, ha aggiunto, si è atteso «nella speranza di un’inversione di rotta, situazione purtroppo disattesa».

Il tono politico si alza quando Zorzo commenta il post dell’ex assessore: «Strumentalizzare la vicenda con la sindrome di Calimero, passando per vittima, non ci appassiona». E soprattutto quando collega la vicenda ai rapporti interni alla maggioranza: negli ultimi mesi, sostiene, la vicinanza dell’ex assessore a esponenti di Fratelli d’Italia si sarebbe tradotta nell’attribuzione di «meriti e traguardi raggiunti che non sono dipesi dalla loro azione». Il riferimento, ripetuto più volte nel corso dell’incontro, è alla favola della mosca cocchiera.

Resta, alla fine, una nota personale. «Per come sono fatto io caratterialmente, la vivo comunque con dispiacere», ha ammesso il sindaco, ricordando di aver chiesto lui stesso, dieci anni fa, la disponibilità di Trombino a entrare nel gruppo e di averla poi scelta come assessore nel primo mandato. E un ringraziamento: ha scritto insieme alla squadra, «per alcuni tratti di strada, delle bellissime pagine della storia della nostra comunità».

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Alessio Pozzi in giunta, Matteo Rizzi nuovo capogruppo

I decreti sono stati firmati poche ore prima della conferenza stampa. Il nuovo assessore è Alessio Pozzi, nel gruppo da quindici anni: entrato «nel momento più difficile», dopo una sconfitta elettorale, consigliere nell’ultimo mandato, finora consigliere delegato e capogruppo. Zorzo ne rivendica il profilo operativo: sopralluoghi congiunti con gli uffici e con le partecipate, dal nodo idrico con Alfa agli interventi sull’illuminazione pubblica. «Abbiamo bisogno di gente che si dà da fare».

mirko zorzo

Il sindaco non nasconde la collocazione politica del nuovo assessore: Pozzi è «da anni militante della Lega». Entra dunque in giunta un assessore leghista. Contestualmente cambia il capogruppo di maggioranza: sarà Matteo Rizzi, il più giovane del gruppo e, sottolinea Zorzo, senza tessere di partito in tasca, scelta rivendicata come segnale di apertura oltre «il perimetro solo di partiti».

Pozzi, nel suo intervento, ha respinto la lettura di un sindaco accentratore: «Qualcuno, per quello che è successo in questi giorni, può far risultare un sindaco padre padrone, ma assolutamente no. È sempre stato rispettoso della squadra». E ha indicato la priorità dei prossimi mesi: le trattative su Coinger e con un futuro gestore del servizio rifiuti, con attenzione alle criticità che stanno emergendo sul recupero dei sacchi, in particolare per le utenze con persone anziane e per i sacchi dei pannoloni.

Le nuove deleghe

Il decreto ridisegna l’intera squadra. Eliana Brusa, assessore e vicesindaco, mantiene servizi sociali, politiche del lavoro e dell’occupazione, grandi eventi, musei, turismo, commercio e attività produttive, e aggiunge l’artigianato. Federico Maggio tiene cultura, sport e tempo libero, tematiche giovanili, digitalizzazione e comunicazione, con l’inserimento di una voce nuova: intelligenza artificiale, «perché è un tema che sicuramente sarà protagonista nei prossimi mesi». Massimiliano Rizzi resta a lavori pubblici, urbanistica e viabilità, ma perde l’ambiente, spostato sotto la nuova casella di Pozzi.

Ad Alessio Pozzi vanno ambiente, ciclo dei rifiuti, tutela e benessere animali, transizione ecologica, sicurezza del territorio e decoro urbano, protezione civile, frazioni e società partecipate. Rispetto a quanto seguiva da consigliere delegato, si aggiungono le partecipate, il ciclo dei rifiuti e la delega che era in capo a Trombino. Restano invariate le deleghe consiliari a Pagani per manutenzione e cura del verde pubblico e a Panetti per le pari opportunità.

«Con Fratelli d’Italia la vedo dura»

Alla domanda sui rapporti con Fratelli d’Italia, guidato in paese da Massimiliano Del Pezzo, Zorzo non si sottrae. Ammette esplicitamente di non coinvolgere il partito nelle decisioni che contano «da mesi, per non dire da più di qualche anno», e legge le mosse degli alleati, note pubbliche e accessi agli atti, come provocazioni di chi «non si sente calcolato».

Il ragionamento del sindaco parte dal voto del 2021 e dal risultato del singolo candidato del partito, rimasto fuori dai nove eletti: «Un sindaco che si rispetti deve rispettare la volontà del popolo». Quanto alla lista con cui si presenterà alle comunali del 2027, le riflessioni sono in corso: ci sarà un gruppo «capitanato dal sottoscritto», ma la formula è aperta, anche per quanto riguarda i simboli di partito. Sul rapporto con FdI la conclusione è netta: «Se questa è la situazione, la vedo dura».

L’ultimo miglio: nido, poliambulatorio, cimitero e piazza di Valdarno

L’ultima parte è dedicata ai cantieri, dopo la variazione di bilancio approvata in consiglio comunale. Il nido finanziato con 480mila euro di fondi Pnrr ha i lavori conclusi: entro fine agosto o inizio settembre uscirà il bando per l’assegnazione dell’immobile, a ottobre arriveranno gli arredi (circa 37mila euro, per una capienza di 24 bambini), con l’obiettivo di vedere la struttura in funzione da gennaio.

Il poliambulatorio di via Roma, nei locali dell’ex banca, sarà intitolato al dottor Curtani, che negli anni Trenta donò al Comune gli immobili di via XX Settembre. Dal 1° ottobre gli ambulatori, esami del sangue compresi, si trasferiranno nella nuova sede. Il parco giochi inclusivo di via Petrarca, finanziato con un bando regionale, sarà inaugurato tra settembre e ottobre: «Fare un taglio del nastro ad agosto, con metà della gente via e sotto un sole bollente, preferirei di no».

Poi il cimitero: dopo la revoca dell’impresa che non era più in grado di proseguire, i lavori sarebbero dovuti terminare il 12 agosto dell’anno scorso, una nuova ditta del territorio ha ripreso i lavori di ampliamento la scorsa settimana, con termine atteso entro fine anno. In programma anche 32mila euro per l’illuminazione delle facciate del municipio, con potenziamento della luce sul sagrato della chiesa, e 33.070 euro per una rampa che abbatta il dislivello verso il parcheggio delle Ferrovie, in attesa del nulla osta di Ferrovienord.

A settembre un’assemblea pubblica sul progetto della piazza di Valdarno, prima della gara, e la revisione del piano di emergenza comunale di protezione civile, fermo al 2019, da portare in consiglio entro fine anno o al più tardi a inizio 2027.





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