Tre giornate tra artisti italiani e internazionali, natura ed esperienze sul territorio. Il festival chiude con Silvestri e lascia un’importante ricaduta turistica ed economica sull’altopiano
Tre giorni di concerti, migliaia di presenze (circa 7000) e un palcoscenico affacciato su uno degli scenari più riconoscibili della Sila. Si è chiusa domenica 2 agosto la XVII edizione del Be Alternative Festival – Concerti sul Lago, la manifestazione che dal 31 luglio ha trasformato l’area della Chiesetta di San Lorenzo, a Campo San Lorenzo di Camigliatello Silano, in uno dei principali punti di riferimento dell’estate musicale calabrese.
A chiudere la rassegna è stato Daniele Silvestri, protagonista del concerto delle 18.30 dopo le esibizioni di Giorgio Poi, con il suo speciale Concerto con Archi, e Marco Castello. Un’ultima giornata che ha confermato la formula costruita negli anni dal festival: nomi affermati e nuove espressioni della scena musicale contemporanea inseriti in un contesto nel quale il territorio non rappresenta soltanto la sede dell’evento, ma una componente della sua identità.
Il colpo d’occhio, del resto, è uno degli elementi che distingue il Be Alternative. Il palco montato nell’area di San Lorenzo e, alle spalle degli artisti, le acque del Lago Cecita a costituire una scenografia naturale. Intorno i boschi e il paesaggio dell’altopiano. Un’immagine che ha accompagnato i concerti della tre giorni e che ha viaggiato anche attraverso fotografie, video e social network, trasformandosi inevitabilmente in promozione per la Sila.
Il finale è stato affidato a uno dei cantautori più longevi e riconoscibili della scena italiana. In oltre trent’anni di carriera Silvestri ha costruito un repertorio capace di alternare ironia e temi sociali, cantautorato e contaminazioni pop, funk e ska. Brani come “Cohiba”, “Salirò” e “La paranza”, “Il mio nemico”, hanno contribuito a renderlo popolare presso pubblici e generazioni differenti, mentre collaborazioni e lavori più recenti ne hanno mantenuto viva la dimensione della ricerca musicale.
Sul Cecita ha portato soprattutto la caratteristica che accompagna da sempre i suoi live: il rapporto diretto con il pubblico. Musica da ascoltare, ma anche da cantare e ballare, per un concerto che ha rappresentato l’atto conclusivo di tre giornate molto diverse tra loro per generi e proposte.
Il festival era cominciato venerdì 31 luglio con Altea, i Kings of Convenience e i Mogwai. Per la formazione scozzese quella in Sila rappresentava l’unica data nel Sud Italia. Sabato 1° agosto era stata invece la volta di Mille ed Eman, prima dei Subsonica, arrivati sul Lago Cecita per l’unica tappa calabrese. Una programmazione che ha permesso al Be Alternative di attraversare post-rock, indie, elettronica, pop e cantautorato e, soprattutto, di intercettare pubblici differenti.
Ma il dato che emerge dalla XVII edizione non riguarda soltanto ciò che è accaduto sul palco. Le migliaia di persone che nel corso del fine settimana hanno raggiunto l’area del Cecita hanno prodotto un movimento che inevitabilmente si è esteso oltre i confini del festival. Camigliatello Silano e il territorio circostante hanno accolto visitatori provenienti anche da fuori regione, con ricadute sulle strutture ricettive, sulla ristorazione e sulle attività commerciali.
È probabilmente questo l’aspetto più interessante in una lettura che vada oltre il semplice resoconto musicale. Un evento culturale può diventare anche uno strumento di attrazione turistica quando riesce a legare la propria identità al luogo nel quale viene organizzato. Be Alternative lavora da anni proprio su questa impostazione.
Accanto ai concerti sono state proposte escursioni nella Riserva dell’Ariamacina, attività in kayak sul Lago Cecita, canoa, e-bike, campeggio, yoga, degustazioni e percorsi dedicati alla scoperta dell’altopiano. L’area food, gestita dal GAL Sila, ha inoltre valorizzato prodotti del territorio e proposte a chilometro zero. Gli afterparty hanno coinvolto Camigliatello Silano, estendendo la programmazione oltre l’area dei concerti. Un modello che prova quindi a trattenere il pubblico sul territorio e non semplicemente a portarlo davanti a un palco per alcune ore.
Ed è qui che la tre giorni del Cecita offre uno spunto più generale. La Calabria possiede luoghi con una forte capacità attrattiva, ma la bellezza del paesaggio, da sola, non sempre è sufficiente a trasformarsi in economia turistica. Servono occasioni, servizi e appuntamenti capaci di generare flussi e costruire motivazioni per raggiungere una destinazione. La musica può essere una di queste.
Il Be Alternative, nato nel 2009 e arrivato alla diciassettesima edizione, dimostra come una manifestazione cresciuta all’interno della scena indipendente possa diventare nel tempo anche uno strumento di racconto del territorio. Non sostituisce naturalmente una strategia turistica complessiva, ma contribuisce a costruire un’immagine della Sila che non sia legata esclusivamente alla stagione invernale o al turismo naturalistico tradizionale. C’è una Sila estiva che può vivere di escursioni, sport, enogastronomia, cultura e grandi appuntamenti. E c’è una Calabria che può ospitare artisti di richiamo nazionale e internazionale utilizzando proprio i suoi luoghi come elemento distintivo dell’offerta.
L’immagine simbolo della XVII edizione resta allora quella del palco di San Lorenzo con il Lago Cecita alle spalle. Davanti, migliaia di persone arrivate per la musica; intorno, un territorio che per tre giorni ha beneficiato di quella presenza. È forse questo il risultato più significativo del Be Alternative: dimostrare che un concerto può essere anche altro. Può generare turismo, movimento economico e promozione. E può raccontare la Calabria attraverso una combinazione che, quando funziona, non ha bisogno di molte sovrastrutture: buona musica e luoghi capaci di lasciare il segno.
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Francesco Roberto Spina
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