La Provincia di Parma, tramite il presidente Alessandro Fadda, interviene sul dibattito relativo al nuovo ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore dopo le recenti prese di posizione di Paolo Antonini, presidente del Comitato Treno Ponte Tangenziale e di Filippo Bongiovanni e Christian Stocchi, rispettivamente sindaci di Casalmaggiore e Colorno.
FADDA: “ANAS ORA HA COMPETENZA IN MERITO ALLA DEFINIZIONE DEL PROGETTO DEFINITIVO”
“La parte di progettazione del nuovo ponte sul Po Colorno-Casalmaggiore di competenza della Provincia di Parma (finanziata il 3 gennaio 2020 con 1,5 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti) si è conclusa il 3 settembre 2025 con la consegna ad Anas del progetto di fattibilità tecnico-economica per un’opera che richiede un investimento di 300 milioni di euro (cifra, ad oggi, non ancora stanziata dal Governo) e 5 anni di tempo per la realizzazione dal momento di inizio dei lavori”.
Fadda fornisce ulteriori dettagli: “Dal 3 settembre 2025, dunque, la competenza sull’opera e la responsabilità in merito ad eventuali ritardi non è più imputabile alla Provincia di Parma che ha adempiuto alle attività di propria competenza, ossia raccolta dei dati (indagini geotecniche ed ambientali, valutazione del rischio bellico e analisi archeologiche) ed elaborazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica, consegnato ad Anas: ente che ha ora competenza in merito alla definizione del progetto definitivo”.
Il presidente dell’ente emiliano prosegue nella propria argomentazione: “Sei mesi prima, il 10 marzo 2025 la Provincia di Parma – a seguito di specifica richiesta del Ministero dei Trasporti e delle infrastrutture del 27 febbraio 2025 – aveva inviato al ministero dei Trasporti e delle infrastrutture una richiesta di ulteriore finanziamento (rispetto all’iniziale stanziamento di 1,5 milioni di euro del gennaio 2020 per la progettazione del ponte), in modo da poter disporre di eventuali nuove risorse in caso di necessità con specifico riferimento alla necessità di dover aggiornare il progetto, affidato nel 2023 prima dell’entrata in vigore del nuovo Codice degli appalti e, quindi, con altre regole.
Una procedura seguita, tra l’altro, anche per la realizzazione del ponte sul Mozzola tra Berceto e Valmozzola. Le due richieste hanno avuto riscontro positivo tanto che il Governo, con pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale il 24 luglio 2026, ha stanziato 5,8 milioni di euro aggiuntivi di cui 3,8 milioni di euro aggiuntivi per concludere la progettazione del ponte sul Po e 2 milioni di euro per la realizzazione del ponte sul Mozzola. Si tratta – continua Fadda – di risorse richieste dalla Provincia, ma che di fatto andrebbero girate ad Anas che ha competenza per entrambi gli interventi”.
LA RICHIESTA DI PROROGA
Fadda chiarisce anche il nodo della richiesta di proroga: “Con il Governo ci siamo lamentati del fatto che queste risorse (ricordiamo decreto pubblicato il 24 luglio 2026) siano relative a procedure molto complesse e che, pertanto, non è stato possibile in entrambi i casi (ponte sul Po e ponte sul Mozzola) prevedere gli affidamenti entro la scadenza fissata dal decreto del Governo al 30 di settembre 2026. Servono, ad essere ottimisti, almeno 6 mesi di tempo per la pubblicazione delle gare e la loro aggiudicazione. Due mesi – dal 24 luglio al 30 settembre – non sono sufficienti. Da qui la nostra richiesta affinché vi sia una proroga della scadenza al 30 settembre 2027. È importante chiarire come, in questa fase, ogni competenza sia da ricondurre ad Anas. La Provincia di Parma – al pari di comitati, comuni e cittadini – può sollecitare, ma non ha alcuna competenza diretta.
Ci siamo presi l’impegno, a marzo 2025, di chiedere risorse in più al Governo prevedendo quelli che sarebbero stati gli scenari futuri con l’intento di accelerare i tempi, consapevoli del fatto che si sarebbe dovuto adeguare il progetto al nuovo Codice degli appalti. Avremmo anche potuto stare fermi, ma questo non avrebbe corrisposto al nostro principio che è quello di fare tutto quanto possibile per raggiungere l’obiettivo: la costruzione dei nuovi ponti sul Po e sul Mozzola.
In tal senso, in data 6 maggio 2026 insieme alla Provincia di Cremona, abbiamo scritto una lettera al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini per chiedere un incontro urgente al fine effettuare una valutazione approfondita dell’attuale stato di fatto e di poter definire con un maggiore grado di certezza quali siano le previsioni di finanziamento dei lavori per l’esecuzione dell’opera. Una lettera alla quale, ad oggi, non abbiamo ancora ricevuto risposte”.
PONTE, FINANZIAMENTI E TEMPI: “ANAS È L’ENTE COMPETENTE PER LA REALIZZAZIONE DELL’OPERA”
Una puntualizzazione articolata in cui trovano spazio precisazioni in merito alle preoccupazioni del territorio: “Venendo, nello specifico, alle richieste dei sindaci Stocchi e Bongiovanni e del comitato precisiamo che la presentazione del progetto alla cittadinanza dovrà essere a cura di Anas che è l’ente competente per la realizzazione dell’opera e, quindi, anche quello che andrà a definire tutti i dettagli. Informazioni in merito alle fonti di finanziamento, e i conseguenti tempi di realizzazione (5 anni), devono essere richieste ad Anas o al Governo, l’ente che dovrà finanziare l’opera.
Notizie circostanziate rispetto ai tempi di vita stimati del ponte attuale – continua – devono essere richieste ad Anas, ente proprietario del ponte e titolare del monitoraggio dell’attuale manufatto. A settembre del 2025 i dati raccolti sino a quel momento avevano fatto stimare una vita utile del ponte attuale superiore ai 10 anni che erano stati ipotizzati alla riapertura nel 2019. Per scongiurare il rischio di una nuova chiusura la Provincia di Parma intende continuare a monitorare la situazione e quanto fatto in merito alla richiesta di nuove risorse, a marzo 2025, così come la richiesta di un incontro urgente al ministro Salvini, a maggio 2026, sono azioni che vanno in questa direzione.
In chiusura un’ultima riflessione: “Non vorremmo, però, che la disponibilità e la trasparenza con cui la Provincia di Parma ha sempre affrontato questo argomento – andando in consiglio comunale a Casalmaggiore e dialogando con i sindaci e gli amministratori locali di Casalmaggiore e Colorno – venissero scambiate per una responsabilità tecnica e politica rispetto ad un iter che, in questo momento, ha altri referenti, ossia Anas. Tutti gli enti non proprietari dell’infrastruttura – le provincie di Parma e Cremona, così come i comuni di Colorno e Casalmaggiore – sono nelle stesse condizioni. Da qui il nostro invito a continuare nella collaborazione per seguire, insieme, questa delicata vicenda. Se, al contrario, si intende fare del ponte uno strumento per mera speculazione politica allora questa nostra disponibilità non potrà che venire meno”.
LE CARATTERISTICHE DEL NUOVO PONTE SUL PO COLORNO-CASALMAGGIORE
Il progetto di fattibilità tecnico-economica del nuovo ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore è stato consegnato ad Anas il 3 settembre 2025. La progettazione è stata a cura del raggruppamento temporaneo di progettisti italo-spagnolo Enser-Ayesa. Il nuovo ponte – costo 300 milioni di euro – sarà costruito a fianco del ponte attuale, che sarà poi demolito, e si innesterà negli stessi punti dell’attuale ponte rispetto alle due sponde.
Per la realizzazione sono necessari 5 anni dall’inizio dei lavori. Il nuovo ponte – più alto di circa tre metri rispetto all’attuale – sarà lungo 2 km, dei quali 460 metri nell’alveo del Po, il resto in golena. La parte in alveo sarà composta da 3 campate di 150 metri di lunghezza, ciascuna in acciaio e con forma ad arco, mentre la restante parte, in golena, sarà caratterizzata da un viadotto multicampata in conglomerato cementizio e acciaio. Ci saranno solo due pile in acqua con conseguenti vantaggi per la navigazione e per la gestione idraulica, soprattutto per quanto riguarda l’eventuale deposito contro le pile di detriti, rami e tronchi trasportati dalla corrente del Grande fiume. “Visti gli spazi disponibili – si precisa dall’ente emiliano – i lavori potranno iniziare dalla sponda colornese, dove si concentreranno nei primi tre anni e mezzo, e poi si sposteranno sulla sponda casalasca, nell’ultimo anno e mezzo. Questo progetto è, ora, in fase di verifica da parte di Anas che ha il compito di procedere con le successive fasi progettuali ed autorizzative propedeutiche alle procedure di appalto lavori”.

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