POLITICA, UNIVERSITÀ E CULTURA: BASILICATA TRA INCHIESTE, ROTTURE E LE NUOVE SFIDE
L’inchiesta che coinvolge esponenti della politica e dell’amministrazione comunale di Potenza apre una serie di interrogativi, ancora tutti da verificare sul piano giudiziario.
Questo il focus della prima parte della nuova puntata di Oltre il Giardino, il programma di Cronache Tv condotto dal giornalista Paride Leporace.
Al centro ci sono due filoni: uno relativo a una presunta turbativa e l’altro legato al traffico di influenze illecite.
Tra gli indagati figura anche l’assessore Giuzio, per il quale era stata chiesta una misura cautelare poi non accolta dal gip, oltre all’ex consigliere comunale e dirigente Vito Di Lascio.
Proprio sulle misure e sulle contestazioni si concentra la riflessione degli avvocati ospiti della trasmissione, Alessandro Singetta e Sergio La Penna.
Singetta, difensore di Di Lascio, definisce marginale la posizione del suo assistito e parla di «un fatto di difficile comprensione», sostenendo che la costruzione dell’ipotesi accusatoria avrebbe richiesto «un notevole sforzo di creatività».
Singetta solleva inoltre una questione sulle modalità della notifica dell’informazione di garanzia: «Non c’era nessun motivo di andare alle sei di mattina», lamentando anche il successivo arrivo dei carabinieri presso l’abitazione della madre ultra novantenne dell’indagato.
Sergio Lapenna pone invece l’accento sul confine tra comportamento moralmente censurabile e condotta penalmente rilevante.
Sul caso dell’appalto sottosoglia osserva: «Mi chiedo sempre, ma la misura cautelare dove è la necessità?». E aggiunge che il problema non sarebbe soltanto stabilire se esista o meno un reato, ma interrogarsi sulla necessità e proporzionalità delle misure adottate.
Un’altra “anomalia” discussa riguarderebbe il rapporto sentimentale tra l’assessore Giuzio e una magistrata operante nel distretto.
Lapenna ritiene che la questione meriti di essere segnalata; Singetta, invece, esclude elementi di interferenza e considera la situazione «nell’ambito normale delle cose». Sul piano politico, colpisce soprattutto il silenzio dei partiti.
Nessuno, almeno per ora, sembra voler utilizzare l’inchiesta contro gli avversari.
Lapenna interpreta questo atteggiamento come un segnale positivo di rispetto per la presunzione d’innocenza, ma avverte: «Nutro notevoli dubbi» sulla possibilità che il silenzio possa durare, soprattutto con l’avvicinarsi delle scadenze elettorali.
Resta dunque un’inchiesta da seguire con prudenza, senza anticipare colpe o assoluzioni.
La domanda politica, però, è già aperta: il silenzio dei partiti rappresenta una nuova maturità garantista oppure soltanto una tregua destinata a finire con l’evoluzione giudiziaria della vicenda?
PD DI LAURIA, LA ROTTURA DI BRUNA GAGLIARDI: «IL PARTITO HA COMMESSO ERRORI MADORNALI»
È una rottura maturata nel tempo quella che ha portato Bruna Gagliardi e altri 23 esponenti del PD di Lauria a lasciare il partito. «Una scelta -racconta Gagliardi- sofferta, dolorosa e maturata dopo mesi di tensioni con una componente interna che, secondo la sua ricostruzione, avrebbe agito in netto contrasto con la linea e la leadership della segreteria locale».
La frattura si è aggravata durante le elezioni amministrative, quando una parte degli iscritti avrebbe sostenuto il candidato dei Cinque Stelle e alcuni si sarebbero candidati nella lista di Pierluigi Scaldaferri.
«È stato fatto tutto fuori dalle regole», sostiene Gagliardi, accusando il partito regionale di non aver affrontato tempestivamente il conflitto. Il punto più duro riguarda proprio il commissariamento del PD lucano.
Gagliardi sostiene che la segreteria di Lauria abbia seguito le indicazioni degli organismi regionali: «Il primo input che ci è stato dato per un anno intero è di ignorarli».
Ma, aggiunge, il problema è esploso anche sul tesseramento: «Noi li abbiamo ritrovati in un elenco come iscritti online, addirittura legittimati per la fase congressuale».
Una circostanza che, secondo la sua ricostruzione, avrebbe messo sullo stesso piano chi aveva mantenuto vivo il circolo e chi era stato politicamente contrapposto alla segreteria. La risposta è stata la fuoriuscita dal partito.
«Oggi rappresento la mia lista Primavera Democratica in consiglio, non rappresen- to più il PD», spiega Gagliardi. I 24 fuoriusciti, 12 dei quali eletti o candidati nella lista, rappresenterebbero secondo lei una forza di circa «800 voti».
Nel mirino finiscono anche le scelte compiute negli ultimi anni dal PD lucano. «Lasciare uscire Marcello Pittella e Roberto Cifarelli è stato un errore madornale», afferma Gagliardi, sostenendo che sarebbero servite «politica e mediazione».
Il rischio, avverte, è che se «a condurre il gioco ancora una volta saranno i soliti noti, i vecchi baronati, questo partito andrà disgregandosi».
La critica investe anche il tema del rinnovamento e della rappresentanza femminile: «Il Partito Democratico ha un serio problema con le donne». Per Gagliardi non basta utilizzare le donne nelle liste elettorali: «I percorsi si costruiscono».
Il messaggio finale è rivolto al commissario regionale: «Mi auguro che da qui alla fine del suo mandato riesca non dico a sanare questo PD, ma a riaccendere la scintilla della speranza in quei militanti che ancora credono in una bandiera». E conclude con una richiesta di discontinuità: in Basilicata, sostiene, esistono «logiche ormai incancrenite che vanno debellate».
UNIVERSITÀ DELLA BASILICATA, SERVIZI E ATTRATTIVITÀ: LA SFIDA PER FERMARE LA FUGA DEGLI STUDENTI
Con l’avvio del nuovo anno accademico dell’Università della Basilicata, il tema centrale diventa l’attrattività dell’ateneo e, soprattutto, la capacità della regione di trattenere i propri giovani.
A fare il punto è il presidente dell’Ardsu, Enzo Summa, che lega strettamente qualità dei servizi e crescita delle iscrizioni.
Il dato più significativo riguarda la mobilità studentesca: «Abbiamo 5 mila ragazzi che ogni anno si diplomano in Basilicata» e, secondo i dati citati dell’Anvur, «il 75% va fuori a studiare».
Un fenomeno che, secondo il presidente, deve essere invertito attraverso un’offerta universitaria competitiva e servizi di qualità.
Sul diritto allo studio la Basilicata, sottolinea, «paga il 100% delle borse di studio» agli aventi diritto, con circa 1.500- 1.800 borse su 5.800 studenti.
Ma la strategia non si ferma alle borse: «Non possiamo più permetterci residenze tanto per dare una stanza a un ragazzo, dobbiamo dare una residenza di qualità, servizi di qualità, una mensa di qualità».
L’obiettivo è anche riportare l’università dentro le città.
A Potenza le nuove soluzioni abitative porteranno gli studenti nel centro storico e, annuncia il presidente, «porteremo la mensa nel pasto serale al centro della città».
A Matera, invece, è attesa la conclusione dello studentato: «L’anno prossimo Matera avrà 154 posti», che si aggiungeranno ai 56 già disponibili a condizioni agevolate.
La sfida, però, resta quella di convincere gli studenti a scegliere la Basilicata. «Non possiamo aspettare che lo studente ci scelga con un click, dobbiamo andarci a cercare».
Le concorrenti principali, spiega, sono soprattutto gli atenei di Salerno, Foggia e Bari. Per questo «dobbiamo lavorare insieme» con il mondo professionale e produttivo.
Tra le prospettive indicate anche nuove facoltà e il rafforzamento delle discipline STEM, per rispondere alla domanda delle imprese.
Centrale anche il ruolo delle risorse delle royalties petrolifere: «Non possiamo toglierci questo patrimonio culturale e di sviluppo», ma i finanziamenti devono essere utilizzati «in un modo che vengano messi a frutto». Infine, il messaggio sul futuro dell’Università della Basilicata: «Dobbiamo lasciare una macchina che viaggia a velocità sostenuta», capace di continuare a funzionare anche dopo chi oggi la guida.
FANTASTICO MEDIOEVO, L’ARCHEOLOGIA RACCONTA LA BASILICATA
Il Medioevo torna protagonista in Basilicata attraverso “Fantastico Medioevo”, il progetto che unisce ricerca, archeologia e divulgazione, portando gli studi dell’Università della Basilicata direttamente nelle comunità.
Al centro delle prossime iniziative c’è Venosa, in vista dell’Anno europeo dei Normanni del 2027.
La professoressa Francesca Sogliani, docente di archeologia tardo-antica, cristiana e medievale all’Unibas, spiega il valore della ricerca archeologica: «L’archeologia si occupa di ricostruire le quotidianità del passato, le azioni degli uomini durante la vita, i rituali della morte, i consumi, le economie attraverso i materiali».
Un modo per capire come vivevano comunità, élite, nuclei religiosi e popolazioni rurali.
Per Massimiliano Burgi, responsabile dei progetti di animazione territoriale della Fondazione MateraBasilicata 2019, la vera novità è portare questa conoscenza fuori dagli scavi e dai musei: «Il lavoro dell’archeologia non rimane circoscritto al lavoro dello scavo ai musei, ma viene traslato alle comunità, che se ne appropriano».
A Venosa, la prima lezione ha già registrato una forte partecipazione. Particolarmente suggestivo il rapporto tra archeologia e leggende.
A Satriano, gli scavi hanno permesso di confrontare la tradizione sulla distruzione della città con le evidenze materiali: «Nelle leggende c’è sempre un nucleo di verità», osserva Sogliani. Il ciclo di lezioni proseguirà affrontando i bestiari medievali, il colore e le decorazioni delle ceramiche e i rituali funerari, compresi gli studi sull’alimentazione attraverso le analisi degli scheletri.
«Una regione ricchissima da questo punto di vista», sottolinea la docente. La ricerca, però, è tutt’al- tro che conclusa.
«C’è moltissimo» ancora da scavare in Basilicata, afferma Sogliani, ricordando anche il progetto sul monastero di Sant’Ippolito a Monticchio.
L’archeologia può diventare inoltre uno strumento per il restauro e per creare nuove opportunità professionali nella gestione dei siti.
Burgi evidenzia infine la crescente attenzione del pubblico: «Il Medioevo riscuote un grande interesse» e la Basilicata sta riscoprendo «una realtà forte e potente che era un fuoco sopito».
Le lezioni aperte al pubblico si terranno il 9, 16 e 23 ottobre a Venosa, nella Sala del Trono del Castello. Gli appuntamenti nelle scuole proseguiranno invece tra Venosa, Genzano, Melfi e Lavello fino al 3 dicembre.
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