Scuole a rischio nel Destra Secchia, provveditore: “Nessun automatismo sulle chiusure. Pluriclassi soluzioni eccezionali”


Il dirigente dell’Ust di Mantova Daniele Zani

MANTOVA – Nessun automatismo sulla chiusura o meno dei plessi, nessuna scelta fondata esclusivamente sui numeri e, soprattutto, nessuna volontà di penalizzare i piccoli comuni. Il provveditore di Mantova Daniele Zani interviene nel dibattito sulla mancata istituzione di alcune pluriclassi nelle scuole primarie, questione che nei giorni scorsi ha suscitato preoccupazione tra le amministrazioni del Destra Secchia (con la conferma delle pluriclassi soltanto a Quingentole), le famiglie e diversi esponenti del mondo politico.

In una lettera, Zani ha ripercorso la cronologia degli eventi, raccontando le motivazioni delle scelte compiute e sottolineando le rispettive responsabilità delle istituzioni coinvolte. Sempre con l’obiettivo – ha detto – di garantire agli alunni la migliore offerta formativa possibile, conciliando il tutto con le esigenze dei territori e con le risorse disponibili.

IL VALORE DELLE SCUOLE NEI PICCOLI COMUNI

Il provveditore ha riconosciuto il ruolo fondamentale svolto dai plessi scolastici nelle comunità più piccole. La scuola, sottolinea l’Ufficio, rappresenta un luogo di istruzione, ma anche un presidio educativo, sociale e culturale, la cui presenza contribuisce alla tenuta e alla vitalità dei paesi.

Zani ha affermato inoltre di comprendere le difficoltà organizzative che possono derivare alle famiglie dalla necessità di accompagnare i figli in scuole collocate in altri comuni. Proprio per la delicatezza della situazione le decisioni – ha spiegato – sono state adottate soltanto dopo un’istruttoria approfondita, durante la quale sono stati presi in considerazione gli aspetti scolastici, sociali e territoriali.

IL CONFRONTO CON SINDACI E ISTITUZIONI

L’Ufficio scolastico respinge l’idea che le richieste provenienti dai territori non siano state ascoltate. Nel corso degli ultimi mesi sono stati forniti chiarimenti all’Anci, al Ministero dell’Istruzione e del Merito, alle amministrazioni comunali e agli istituti scolastici interessati.

L’8 e il 29 giugno si sono inoltre tenuti due incontri in presenza con numerosi enti locali, convocati per raccogliere direttamente le istanze dei sindaci, approfondire le criticità e ricostruire il quadro delle esigenze collegate alla formazione delle classi.

Le decisioni, sostiene quindi Zani, sono il frutto di una valutazione complessiva degli interessi in campo.

LA CLASSE ORDINARIA RESTA LA PRIORITÀ

Secondo il provveditore, quando le condizioni lo consentono, la classe ordinaria rappresenta il modello educativo da privilegiare. Permette infatti agli insegnanti di dedicare l’attività didattica agli obiettivi specifici di un solo anno di corso e agli alunni di condividere stabilmente il percorso scolastico con bambini della stessa età.

La pluriclasse resta uno strumento previsto dall’ordinamento e particolarmente importante nelle aree caratterizzate da un ridotto numero di residenti. Si tratta però, precisa l’Ufficio scolastico, di una soluzione eccezionale, da utilizzare quando non esistono alternative concretamente praticabili.

Il semplice raggiungimento di un determinato numero di iscrizioni non comporterebbe quindi un diritto automatico all’attivazione della pluriclasse. L’amministrazione deve tenere conto anche della disponibilità dell’organico, della sostenibilità della soluzione e della necessità di offrire agli alunni condizioni formative il più possibile omogenee rispetto agli altri plessi della provincia.

IL NODO DELLA CONTINUITÀ DIDATTICA

Tra gli elementi valutati vi è anche la continuità educativa. Le pluriclassi, per loro natura, possono cambiare composizione da un anno all’altro a seconda dell’andamento delle iscrizioni. I bambini rischiano così di essere inseriti in gruppi diversi, cambiando compagni e riferimenti nel corso del proprio percorso scolastico.

Anche questo aspetto, evidenzia Zani, deve essere considerato nell’interesse degli studenti, evitando che le esigenze di conservazione di un plesso prevalgano automaticamente sulla qualità e sulla stabilità dell’esperienza didattica.

IL CALO DEGLI ISCRITTI E LE SCELTE DELLE FAMIGLIE

L’istruttoria dell’Ufficio scolastico avrebbe inoltre fatto emergere una differenza significativa tra il numero dei bambini che frequentano l’ultimo anno della scuola dell’infanzia e quelli che successivamente vengono iscritti alla primaria dello stesso comune.

In uno dei casi esaminati, a fronte di nove bambini presenti nell’ultimo anno dell’infanzia, soltanto tre famiglie hanno scelto di proseguire nel plesso locale. Per Zani, questo dato dimostra che la diminuzione degli iscritti non può essere attribuita alle decisioni dell’amministrazione scolastica, ma deriva anche dalle autonome e legittime scelte educative compiute dai genitori.

«NESSUN AUTOMATISMO SULLA CHIUSURA DEI PLESSI»

Il provveditore respinge anche l’ipotesi secondo cui la mancata attivazione di una pluriclasse determinerebbe inevitabilmente la chiusura definitiva di una scuola.

Negli anni passati, ricorda l’Ufficio, in diversi comuni mantovani non è stato possibile formare singole classi a causa del numero insufficiente di iscritti. Questo, tuttavia, non ha comportato la cessazione dell’attività dei rispettivi plessi, che hanno continuato a svolgere la loro funzione educativa negli anni successivi.

L’attenzione verso le scuole dei piccoli comuni, assicura Zani, resterà alta, ma non potrà tradursi nell’attivazione indiscriminata di classi e pluriclassi, indipendentemente dalla qualità dell’offerta formativa e dalla valutazione dell’interesse pubblico.

TRASPORTI E SERVIZI, APPELLO A TUTTE LE ISTITUZIONI

Resta aperto il problema dei disagi che le decisioni possono provocare alle famiglie, in particolare sul fronte degli spostamenti. Ma la soluzione non può dipendere da una sola amministrazione. Servizi di trasporto, assistenza e sostegno alle famiglie richiedono il coinvolgimento di Comuni, istituzioni scolastiche e degli altri enti competenti, ciascuno nell’ambito delle proprie responsabilità.

Zani conferma infine la volontà di proseguire il confronto con sindaci, dirigenti scolastici e comunità locali, per trovare un equilibrio tra la tutela dei territori più fragili e il diritto degli alunni a ricevere un’istruzione di qualità, attraverso una collaborazione leale tra tutte le amministrazioni interessate.




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