La serata finale del XIV Festival dell’Istrioto si apre con la tradizionale sfilata folcloristica, un’espressione autentica in cui abiti tradizionali, musica e danze raccontano la storia e la cultura della nostra comunità. Qui la tradizione non vive solo nel passato, ma guarda al futuro: è un patrimonio che viene tramandato di generazione in generazione affinché i giovani possano conoscerlo, custodirlo e continuare a sentirsi parte di un’unica grande comunità.
Dal corteo al palco: batte il cuore istrioto
Il corteo, partito sabato sera dalla sede della CI di Sissano e giunto fino alla piazza centrale dove era allestito il palco, ha visto la partecipazione della SAC “Marco Garbin” e del gruppo dei Midi-cantanti della CI “Pino Budicin” di Rovigno, del gruppo folcloristico e del gruppo storico della CI di Valle, nonché dei gruppi folcloristici di Gallesano, Dignano e Sissano. A scandire il ritmo della sfilata è stata la Banda d’ottoni della Città e della CI di Dignano, una formazione composta da molti giovani e guidata dal Maestro Branko Sterpin.
Ad aprire le esibizioni sul palco in piazza a Sissano è stato il Gruppo folcloristico della CI di Sissano, guidato da Claudio Grbac, che ha proposto le mantignade, i tipici canti tradizionali sissanesi. Il pubblico ha potuto apprezzare brani come “Non ti te ricordi più”, “La mare ne paricia, canto le mantignade”, “Mi non me ciami”, “Dormi ti bella”, “Se fusi Carnevale” e “Anche a Sissano”.
È stata poi la volta del Gruppo folcloristico della CI di Dignano. Per l’occasione, hanno messo in scena la rappresentazione dell’antico matrimonio dignanese, accompagnata dalle danze tradizionali monferrina, villotta e furlana, e dai canti “Fate largo”, “Son vegnu”, “Bara Biaso” e “Mamma mia”. È salita sul palco anche la SAC “Marco Garbin”, società che ha rappresentato la CNI e la stessa città di Rovigno attraverso il suo coro, il folclore e le altre sezioni, preservando la cultura locale sia nei momenti di festa sia oltre i confini del territorio, in particolare in Italia. Hanno eseguito tre splendide bitinade: un esibizione del solista Gianfranco Santin, “Si bitinàde” eseguito insieme al gruppo dei Midi-cantanti, e “A Figarola” con la voce solista di Matija Sordo.
La CI “Armando Capolicchio” di Gallesano, guidata da Livia Tesser, ha presentato il suo gruppo folcloristico attivo dal 1947. Per questa serata speciale hanno proposto due canti tradizionali, “Vien morettina vien” e “Per duto Galissan”, per poi ballare la furlana. Infine, il Gruppo della CI di Valle, guidato da Miriana Pauletić, ha dimostrato come attraverso la musica, i canti e le danze si possa mantenere vivo un patrimonio di storia e appartenenza, facendosi testimone entusiasta della tradizione verso il futuro. I ragazzi sono stati accompagnati sul palco dal gruppo storico della Comunità, che ha sfilato indossando splendide riproduzioni di abiti veneziani realizzate dalla sartoria del Teatro La Fenice di Venezia. I giovani di Valle si sono esibiti in due balli tipici: el danpasse e la raspa.
Tra battute, tradizioni e risate
La serata finale in Comunità è entrata nel vivo con quattro esilaranti esibizioni filodrammatiche che hanno messo in luce la travolgente vena comica delle diverse anime del territorio.
Ad aprire le scenette è stato il gruppo di Dignano, guidato da Fabiana Lajić, con uno sketch incentrato sulle peripezie di una famiglia pronta a uscire di casa. Il piano salta quando il capofamiglia si accorge di aver smarrito le chiavi, scatenando una caotica e divertentissima caccia al tesoro che finisce per travolgere tutti i presenti.
Subito dopo, il gruppo di Valle sotto la regia di Romina Floris ha trasportato il pubblico in un’atmosfera rurale e nostalgica. Al centro della trama, l’incontro in campagna tra due giovani vallesi: lei impegnata a portare il pranzo al padre e lui a recuperare gli asini dal pascolo. Il loro vivace dialogo ha tratteggiato con delicatezza le abitudini e gli amori della gioventù di un tempo.
La comicità si è poi tinta di satira con il gruppo di Gallesano, diretto da Toni Moscarda, che ha messo in scena la parodia del “processo del secolo”. Oggetto della contesa giudiziaria, un banale posto auto disputato da ben tre generazioni, difeso con foga teatrale da un’accanita avvocata davanti a un giudice distratto e a un testimone capace di perdersi nei pettegolezzi del paese prima di arrivare al punto.
A chiudere il sipario è stato infine il gruppo di Sissano, guidato da Antonio Dobran, che ha strappato fragorosi applausi con una commedia dedicata a un improbabile “agriturismo online”. La scenetta ha ironizzato sullo scontro frontale tra la tradizione locale e le tecnologie moderne.
La musica che unisce
La giornata di venerdì del Festival è stata interamente dedicata alla musica e alla creatività, vedendo la partecipazione dei cantanti delle cinque CI coinvolte. Gli artisti hanno presentato otto nuove canzoni inedite in lingua istriota, tutte impreziosite da videoclip musicali ora ufficialmente disponibili su YouTube. Nel corso della giornata si è tenuta inoltre la cerimonia di premiazione del concorso letterario e video per le varie categorie in gara, celebrando i talenti legati alla salvaguardia dell’Istrioto.
I brani musicali presentati sul palcoscenico hanno saputo toccare corde profonde ed esplorare stili molto diversi tra loro. Tra le novità sonore spicca “Casa meia”, interpretata da Roberta Goldin, che parla di un ritorno a Dignano dopo trenta primavere, raccontando con nostalgia l’emozione del rientro alla propria terra natia. Subito dopo, il duo composto da Elisabetta e Sofia Bilić ha celebrato in “Nsembro con ti” la bellezza di crescere insieme, condividendo sorrisi, emozioni e istanti di pura felicità, mentre Francesco Squarcia e Deborah Voncina Ivanić hanno incantato il pubblico fondendo le loro voci nell’atmosfera suggestiva ed elegante di “Volaravi”. La rassegna è proseguita con il toccante duetto tra madre e figlia di Patrizia Sfettina Jurman e Tina Jurman in “Farfalita”, un brano incentrato sul delicato passaggio della crescita e su un amore genitoriale capace di lasciare andare senza mai abbandonare davvero. Le tradizioni hanno poi incontrato la modernità grazie al gruppo Spaker con Valmer Cusma, che in “Galisan che amor” ha proposto un originalissimo mix capace di unire il rap alla tradizione canora gallesanese. Spazio anche all’introspezione con “I iè pagoûra da cantà” di Riccardo Bosazzi, un pezzo che affronta il dramma intimo di un pescatore a stretto contatto con la natura il quale, per le vicissitudini della vita, si ritrova spinto verso un’attività pubblica costantemente esposta al giudizio altrui, proprio come quella del cantante. Il forte impegno sociale ha trovato voce grazie a Nicole Maria Kučinić e alla sua “Apnea”, canzone dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne che racconta il silenzio opprimente in cui rimane intrappolato chi subisce l’abuso, la paura di reagire e un isolamento che diventa, appunto, un’apnea. A completare la ricca rosa delle novità discografiche è stato infine Sergio Preden “Gato” con “El piso gira gruoso”.





Sia venerdì che sabato sera, l’intrattenimento musicale è stato affidato al gruppo “El Gato e le Volpi”, guidato dalla voce di Preden. L’intero evento è stato seguito in diretta da Radio Chicchirichì. Inoltre, gli alunni della Scuola per il turismo, l’ospitalità e il commercio di Pola, guidati dal professor Grgo Komazin, si sono occupati dell’ aspetto gastronomico, deliziando il pubblico con varie specialità culinarie.
La realizzazione del Festival è stata resa possibile grazie al fondamentale contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Italiana, dell’Università Popolare di Trieste e dell’Unione Italiana. L’evento ha beneficiato inoltre dei fondi stanziati dall’Ufficio per i diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia, dal Consiglio per le minoranze nazionali della Repubblica di Croazia, dalla Regione istriana e dal Comune di Lisignano.
Nelle serate di venerdì e sabato, l’evento ha visto la partecipazione di numerose autorità istituzionali e rappresentanti della CNI. Presenti Marin Corva, deputato al Sabor in quota CNI e presidente dell’UI, e Paolo Demarin, presidente della Giunta Esecutiva dell’UI. La Regione Istriana è stata rappresentata dalla vicepresidente in quota CNI Jessica Acquavita e dall’assessore alla Cultura e alla Territorialità Vladimir Torbica. Per quanto riguarda le amministrazioni locali, presenti il sindaco del Comune di Lisignano Marko Ravnić, la presidente del Consiglio comunale dello stesso luogo Laura Spada Manzin, e le vicesindache in quota CNI di Dignano e Rovigno, rispettivamente Manuela Geissa e Gianfranca Šuran. Presenti tra i vertici delle singole comunità: Diriana Delcaro Hrelja, presidente della CI di Gallesano e titolare del settore Comunità della Giunta esecutiva UI, affiancata dai presidenti delle CI di Sissano (Claudio Grbac), Dignano (Maurizio Piccinelli) e Valle (Fabrizio Fioretti).
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