Cessione del quinto pensione: tassi INPS ottobre-dicembre 2026


Chi chiede un prestito con cessione del quinto della pensione fra il 1° ottobre e il 31 dicembre 2026 lo fa con tetti un po’ più alti di quelli dell’estate. Con il messaggio n. 3042 del 30 settembre 2026 l’INPS ha fissato i nuovi tassi massimi: per un pensionato fino a 59 anni il TAEG non può superare il 10,26% sui prestiti fino a 15.000 euro (era 10,04% nel trimestre precedente) e l’8,02% sopra quella cifra (era 7,81%). L’aumento è di circa due decimi di punto in tutte le fasce d’età: poco sulla singola rata, ma è il segnale che il credito ai consumatori sta diventando più caro.

Cosa ha deciso l’INPS e perché i tetti cambiano ogni tre mesi

La cessione del quinto della pensione è un prestito che si rimborsa con una trattenuta diretta sul cedolino: è l’INPS a pagare la rata alla banca o alla finanziaria, prima che la pensione arrivi sul conto. Proprio perché l’ente fa da tramite, accetta solo i finanziamenti degli intermediari convenzionati e fissa un tetto al costo, diverso per età del pensionato e per importo. Il sistema dell’Istituto blocca le pratiche con un tasso sopra la soglia: non è una raccomandazione, è un limite tecnico.

I tetti si aggiornano ogni trimestre perché dipendono dai tassi medi che la Banca d’Italia rileva sul mercato e che il Ministero dell’Economia pubblica con un decreto. Per questo trimestre il riferimento è il decreto MEF n. 47593 del 28 settembre 2026, che per la categoria “cessione del quinto dello stipendio e della pensione” indica un tasso medio (TEGM) del 14,23% fino a 15.000 euro e del 9,88% oltre. A luglio erano 13,87% e 9,57%. Da quei valori discendono le soglie di usura: 21,7875% e 16,35%.

La tabella dei tassi massimi dal 1° ottobre 2026

Questi sono i TAEG massimi indicati dall’INPS per il quarto trimestre. Il TAEG comprende interessi, commissioni e il costo dell’assicurazione obbligatoria sulla vita, quindi è il numero giusto per confrontare due offerte.

Età del pensionato Prestito fino a 15.000 euro Prestito oltre 15.000 euro
fino a 59 anni 10,26% 8,02%
60-64 anni 11,06% 8,82%
65-69 anni 11,86% 9,62%
70-74 anni 12,56% 10,32%
75-79 anni 13,36% 11,12%
oltre 79 anni 21,7875% 16,35%

Due cose saltano all’occhio. La prima: più si è anziani, più il tetto sale, perché cresce il costo della copertura assicurativa che protegge il prestito in caso di decesso. La seconda: oltre i 79 anni il limite coincide con la soglia di usura, cioè con il massimo che la legge consente a qualsiasi prestito di questo tipo.

Quanto cambia sulla rata: un esempio

Prendiamo un pensionato di 66 anni che chiede 10.000 euro da restituire in 120 rate mensili, e supponiamo che l’offerta sia proprio al tetto. Con il TAEG massimo dell’estate (11,64%) la rata sarebbe di circa 138,10 euro; con quello di ottobre (11,86%) sale a circa 139,23 euro. Poco più di un euro al mese, circa 135 euro sull’intera durata. Il calcolo l’abbiamo fatto noi con la formula standard dell’ammortamento: è un ordine di grandezza, non il preventivo di una banca.

Il punto, però, è un altro. Il tetto non è il prezzo: è il massimo. Fra due offerte entrambe “in regola” ci possono essere punti percentuali di differenza, e su dieci anni pesano molto più dei due decimi decisi dall’INPS.

Cosa controllare prima di firmare

  • Il TAEG, non il TAN. Il TAN dice solo gli interessi; il TAEG include assicurazione e commissioni. Confronta sempre il TAEG con la riga della tabella che ti riguarda.
  • Che l’intermediario sia convenzionato con l’INPS e iscritto agli albi della Banca d’Italia. Chi propone il prestito come agente o mediatore deve essere iscritto all’OAM.
  • Il documento SECCI (Informazioni europee di base sul credito ai consumatori): va consegnato prima della firma e permette di confrontare le offerte con gli stessi criteri.
  • La durata. Allungare il piano abbassa la rata ma fa pagare di più in tutto. Nell’esempio sopra, 10.000 euro in dieci anni costano oltre 16.500 euro.
  • Cosa succede se estingui prima. Hai diritto a rimborsare in anticipo e alla riduzione del costo per la parte non goduta: chiedi come viene calcolata.

La rata, poi, non può superare un quinto della pensione netta e la legge protegge una parte dell’assegno, quella necessaria a vivere: per questo sul cedolino resta comunque una quota minima. Se vuoi capire dove compare la trattenuta, la nostra guida al cedolino della pensione INPS spiega le voci una per una.

Il quadro: il credito costa di più anche per le famiglie

L’aumento dei tetti non nasce dal nulla. A settembre la BCE ha alzato i tassi ufficiali al 2,50%, e i costi di raccolta delle banche si stanno trasferendo su mutui e prestiti, come abbiamo raccontato parlando di cosa cambia per mutui, conti e depositi. Le soglie di ottobre fotografano i tassi medi dei mesi precedenti: se la tendenza continua, è probabile che a gennaio salgano ancora, ma lo dirà il prossimo decreto del MEF.

Per chi ha soldi fermi il discorso si capovolge: con tassi più alti, i conti per pensionati e i conti deposito tornano a remunerare qualcosa. Prima di chiedere un prestito per una spesa che si può rimandare, conviene guardare anche i conti correnti pensati per i pensionati e quanto costa tenere il conto dove arriva la pensione.

Domande frequenti

Fino a quando valgono questi tassi?

Dal 1° ottobre al 31 dicembre 2026. A fine dicembre l’INPS pubblicherà i tetti per il primo trimestre 2027, sulla base del nuovo decreto del Ministero dell’Economia.

Chi ha già una cessione del quinto in corso vede cambiare la rata?

No. Il tasso è fissato nel contratto al momento della firma: i nuovi tetti valgono solo per i prestiti stipulati in questo trimestre.

Una banca può offrirmi un tasso più basso del tetto?

Sì, e capita spesso. La tabella indica il massimo che l’INPS accetta, non il prezzo di mercato: conviene chiedere più preventivi e confrontarli sul TAEG.

Perché oltre 79 anni il tasso è così alto?

Perché a quell’età la copertura assicurativa sulla vita, obbligatoria per questi prestiti, costa molto di più. L’INPS in quella fascia fa coincidere il tetto con la soglia di usura, il massimo consentito dalla legge.

Fonti e data di verifica

Dati verificati il 5 ottobre 2026.


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